La candidosi è un'infezione causata dalla crescita eccessiva di un fungo chiamato Candida, presente naturalmente nel nostro corpo. La specie più comune che causa infezioni è la Candida Albicans.
La Candida albicans è un microrganismo normalmente presente nel nostro organismo. Vive nell’intestino, nel cavo orale e nella mucosa vaginale senza creare alcun disturbo, finché l’ambiente resta in equilibrio.
La candidosi pertanto non nasce dalla “presenza” della candida, ma dalla sua proliferazione eccessiva, che avviene quando il terreno biologico diventa favorevole: alterazioni ormonali, disbiosi intestinale, calo delle difese immunitarie o stress metabolico.
Le infezioni da candida si manifestano con una maggior frequenza nei soggetti immunocompromessi ovvero quei soggetti in cui il sistema immunitario risulta meno efficiente, e si presenta come un'infezione molto localizzata della pelle o delle membrane mucose, compresa la cavità orale, il tratto gastrointestinale, vescica e genitali.
Da cosa è causata?
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Uso prolungato di antibiotici, che alterano il microbiota con riduzione dei Lattobacilli, fondamentali per tenere a bada i lieviti come la Candida Albicans;
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Dieta ricca di zuccheri;
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Stress e indebolimento del sistema immunitario;
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Abiti aderenti e sintetici;
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Utilizzo frequente di tamponi vaginali;
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Uso di contraccettivi orali o terapie ormonali
Candidosi vaginale e ruolo degli estrogeni: connessioni ormonali spesso sottovalutate
Per moltissime donne, la candidosi non è un episodio isolato. Molte donne manifestano candidosi o notano un peggioramento della sintomatologia proprio in specifiche fasi del ciclo mestruale. Questa osservazione ha una base fisiologica ben precisa e la risposta sta nel ruolo degli estrogeni e del progesterone.
Gli estrogeni svolgono un ruolo fondamentale nel mantenimento del pH vaginale, che in condizioni normali è acido (circa 3,8-4,5) questo perchè stimolano la produzione di glicoceno che si accumula all’interno delle cellule epiteliali vaginali e che successivamente in seguito al suo rilascio nel lume vaginale (ad opera del processo di desquamazione fisiologica delle cellule epiteliali) viene convertito in acido lattico dai batteri (Lattobacilli) presenti nel tratto vaginale. Un ambiente acido limita la crescita di microrganismi patogeni, inclusi batteri opportunisti e lieviti come Candida albicans.
Tuttavia, essendo l’ambiente vaginale ricco non solo di batteri ma anche di lieviti come appunto la candida albicans, il glicogeno non verrà tutto convertito in acido lattico ma parte verrà utilizzato da quest’ultimo per la sua proliferazione.
Intorno al 16/17 giorno del ciclo (fase luteale, e fase temporale in cui si manifesta l’insorgenza della candidosi), si verifica un calo degli estrogeni con aumento del progesterone. Questa condizione comporta un abbassamento delle difese immunitarie ad opera del progesterone al fine di creare un ambiente più adatto per la fecondazione, e un innalzamento del pH vaginale creando un ambiente idoneo alla proliferazione del lievito.
Come prevenire le infezioni vaginali da candida?
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Rafforzare il sistema immunitario, lavorando molto sulla diminuzione dello stress agente trigger di queste condizioni. Si può optare anche per l’assunzione di integratori a base di Vitamina D e Lattoferrina, fondamentali nel sostenere l’attività immunitaria.
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Favorire l’equilibrio dell’ecosistema vaginale attraverso la somministrazione di probiotici (Lactobacillus acidophilus,L. acidophilus, L. rhamnosus, Streptococcus thermophiles e Lactobacillus delbrueckii subsp. Bulgaricus) e lieviti (come Saccharomyces Boulardii che antagonizzano l’azione della candida albicans) per via locale e/o orale.
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Utilizzare integratori a base di NAC (N-acetilcisteina) in quanto ha la capacità, grazie alla presenza del suo gruppo tiolico altamente reattivo (-SH), di rompere i ponti disolfuro (-S-S-) che sono alla base della rete che costituisce il biofilm del lievito Candida Albicans.
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Curare il sonno e rallentare i ritmi, l’iperattività in queste condizioni non è una valida alleata.
Candida e intestino: il legame spesso trascurato nella salute femminile
Alcune condizioni intestinali sono frequentemente associate a candidosi ricorrente:
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Colon irritabile
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Disbiosi intestinale
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Eccessiva permeabilità intestinale (“leaky gut”)
Recenti studi sul microbiota mostrano che la composizione microbica delle persone con IBS differisce significativamente da quella dei soggetti sani. Non solo i batteri risultano alterati: anche il micobioma intestinale, ossia la componente fungina, mostra cambiamenti, con una maggiore presenza di Candida e altri lieviti. Queste differenze sono significative perché l’equilibrio tra batteri e funghi nel tratto gastrointestinale influisce sulla permeabilità della mucosa, sulla risposta immunitaria e sulla produzione di metaboliti.
In presenza di disbiosi, la crescita eccessiva di Candida può facilitare la migrazione verso la vagina, riducendo l’efficacia della difesa immunitaria mucosale.
Inoltre, l’aumentata permeabilità intestinale consente il passaggio nel circolo sistemico di lipopolisaccaridi e altre tossine batteriche, aumentando lo stato infiammatorio cronico e compromettendo ulteriormente il controllo della candida. Nelle donne con IBS, questi meccanismi possono essere aggravati da alterazioni della motilità intestinale, che favoriscono il ristagno di lieviti e molecole proinfiammatorie, peggiorando il quadro clinico.
L’analisi e la modulazione del micobiota intestinale rappresenta quindi una strategia promettente per la gestione della IBS e delle infezioni ricorrenti da candida. Interventi mirati, come l’uso di specifici ceppi probiotici, una dieta equilibrata e la riduzione di fattori di stress o farmaci che alterano la flora intestinale, possono contribuire a ripristinare l’equilibrio tra batteri e funghi, migliorando la salute intestinale e la prevenzione della candidosi.

